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<metadata xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"><dc:title>Riconoscerne l’impatto, liberarne l’icona</dc:title><dc:creator>Farinelli,	Patrizia	(Avtor)
	</dc:creator><dc:subject>Franz Kafka</dc:subject><dc:subject>Mauro Covacich</dc:subject><dc:subject>Giorgio Fontana</dc:subject><dc:subject>saggio</dc:subject><dc:subject>biografia</dc:subject><dc:subject>ricezione letteraria</dc:subject><dc:subject>ermeneutica del testo</dc:subject><dc:description>Il saggio come forma di scrittura critica e riflessiva non rigidamente strutturata, basata tanto sull’erudizione dell’autore quanto su eventuali esperienze personali, ha una lunga storia e continua a essere praticata, ma ha goduto di una particolare fortuna nel ventesimo secolo proprio per la rinuncia del pensiero della tarda modernità a una visione totalizzante del reale. L’articolo riprende dapprima le tesi espresse da alcuni noti teorici della letteratura, come Lukács e Adorno, e di critici letterari, come l’italiano Berardinelli, che hanno cercato di delineare le caratteristiche del saggio, le sue molteplici finalità e anche le differenti modalità di realizzazione. Trattandosi di un genere poco codificato, il singolo saggista sceglie infatti di lasciare più o meno spazio alla soggettività, di impostare il discorso in forma ipotetica o di ancorarsi, al contrario, a dati provati, così come può mirare a fini caso per caso diversi: a volte gnoseologici, altre volte didattici e spesso anche polemici. Nell’articolo si mostra poi, attraverso un’analisi comparata, la diversità di intenti e di impostazione poetologica e discorsiva di due recenti lavori saggistici dedicati a Kafka, proposti da due scrittori italiani contemporanei, Mauro Covacich e Giorgio Fontana. Il testo dell’uno (Kafka, 2024) ha un taglio allo stesso tempo biografico e autobiografico, e le osservazioni espresse sulla poetica kafkiana vengono collegate a dinamiche psicologiche, mentre il testo dell’altro (Kafka. Un mondo di verità, 2024) ha una impostazione più analitica e un intento polemico: il suo autore mira a ribaltare posizioni divenute quasi dei luoghi comuni sullo scrittore ceco e ci propone così una lezione di metodo. Dal confronto emergono quindi delle sollecitazioni a riflettere sulla varietà di approccio che può ricevere, e ripetutamente riceve, il genere «saggio».</dc:description><dc:date>2025</dc:date><dc:date>2026-01-29 13:13:46</dc:date><dc:type>Članek v reviji</dc:type><dc:identifier>178701</dc:identifier><dc:identifier>UDK: 821.131.1-4.09</dc:identifier><dc:identifier>ISSN pri članku: 1854-9632</dc:identifier><dc:identifier>DOI: 10.4312/ars.19.2.229-244</dc:identifier><dc:identifier>COBISS_ID: 263599619</dc:identifier><dc:language>sl</dc:language></metadata>
